Idroman 70.3
"ALIVE IN HELL!"
Questo è il sottotitolo di Idroman, il mezzo Iron che torna sulla scena delle gare italiane dopo un'assenza di ben 8 anni. Gara mitica...i rumors diffusi per tutto l'inverno. Così viene anche voglia di iscriversi. Poi strada facendo si scopre che è duretta, anzi no: un vero inferno!
Io cerco di immaginare cosa mi aspetta, ma solo la ricognizione in auto del percorso in bici fatta sabato pomeriggio mi fa capire quanto ci sarebbe stato da soffrire il giorno dopo.
27 giugno, ore 9:30 Dopo un affollato sprint, con un po' di ritardo, ahimè, parte il mezzo Ironman, lago freddo, 18°C, tante botte e già mi tocca fermarmi per recuperare fiato, in altri tempi mi sarei ritirato subito, ma una gara così va fatta e finita, con tutte le magagne dei giorni passati non mi importava il tempo, il passo, ma solo la finish line.
Con comodo parto per la bici...che sballo! Una sofferenza pazzesca, tanta solidarietà fra i triatleti in gara, tante chiacchere per strada per esorcizzare quelle rampe lunghissime.
Inutile guardare le medie, sono bassissime (le mie)...e guai anche a pensare che dopo bisogna correre oltre 20 km! In effetti la gara si protratta ben oltre quella che è la normale durata di un 70.3, per me in particolare, anche la corsa è stata una gran sofferenza, ma alla fine verso le 15:30 ho tagliato il traguardo con 6h e 13mm...pettorale da incorniciare!!!"
Giancarlo Bravin
"Se ad una gara viene dato il nome di "Alive in hell" un motivo ci sarà, no? E allora cosa mi ha spinto quel giorno ad iscrivermi?
Non lo so, forse il bisogno di cercare nuove sfide o forse solo un'occasione di riscatto (dopo la debacle di Candia), fatto sta che, insieme al buon Luigi, mi sono lanciato in questa nuova avventura.
Triathlon 70.3 (mezzo ironman per intendersi) in quel di Idro (BS) dove ripide montagne fanno da cornice ad un ameno laghetto dalle fresche acque.
Non siamo in moltissimi alla partenza, un po’ più di 300, ma assieme a noi parte anche uno sprint , così la zona cambio si affolla discretamente. La frazione di nuoto (1900 m.) è da effettuarsi su due giri con l'ormai classica corsetta tra un giro e l'altro; come da copione si inizia con la solita baraonda: pugni, calci e tentativi di annegamenti degli avversari non vengono risparmiati ma pian piano ci si disperde e riesco finalmente a nuotare con relativa tranquillità e mi avvio a raggiungere la mia specialissima. Le già citate ripide montagne sono state il piatto forte della gara, su di esse gli organizzatori avevano tracciato un percorso che nel volgere di 85 km sommava circa 2600 m di ascensione, lunghe salite con punti in cui si raggiungeva il 15% di pendenza. Fortunatamente dopo ogni salita c'è la relativa discesa e chi mi conosce sa bene quanto mi diverta nell'affrontarle alla massima velocità infatti, rientrando in zona cambio, l'adrenalina accumulata nella discesa finale era ad un livello tale da non farmi sentire la stanchezza che nell'ultima salita cominciava a suggerirmi di fermarmi.
Parto quindi per la corsa bello pimpante ma, man mano che i chilometri passavano, anche le energie residue venivano meno. Terminare a qualsiasi costo era diventato ormai l'obiettivo principale.
Sono passato sotto l'arco dell'arrivo in poco meno di 6 ore … mai, in vita mia, avevo affrontato una competizione così lunga
Soddisfatto? Sì !
Certo, la prestazione è migliorabile specialmente nella corsa, ma questo mi lascia solo la voglia di riprovarci, magari l'anno prossimo"
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