IRONMAN KLAGENFURT - il racconto di Cinzia

Mi presento: sono un IRONMAN!!!
Non ho fatto nessuna operazione “strana”, ma Ironwoman per ora ancora non c’è.
Alle 18:24:51 del 4 luglio 2010 sono diventata un Ironman, e non lo dimenticherò mai!
Nei mesi precedenti alla gara, ho cercato di fare meno pubblicità possibile e quando ne parlavo con qualcuno terminavo sempre il discorso sottolineando che dovevo ancora farlo e soprattutto finirlo e che poi ne avrei riparlato. Ma ai triathleti non si può nascondere niente tutti già sapevano della gara ( e questo grazie in particolar modo all’Ironman Paolo Nonis, che non perdeva occasione per dire a tutti della gara!!!). Tutti ogni volta che mi vedevano mi incoraggiavano, cosa che ho molto apprezzato, e mi chiedevano se ero pronta, credo che nessuno si possa sentire pronto ad una gara di questo calibro, soprattutto la prima volta.

Il tempo passa in fretta e mi ritrovo già in spiaggia circondata da circa 2500 persone vestite tutte da foca come me, mancano pochi minuti alle 7, ma la spiaggia è gremita di gente, una vera folla di sostenitori, c’è chi si spalma di vasellina, chi sembra dare (forse) l’ultimo bacio alla moglie o fidanzata, c’è un signore senza muta solo in costumino da piscina, ma con una barba che gli arriva fino al petto… mi guardo in giro e osservo forse soltanto per non pensare troppo a quello che sto per iniziare a fare, evitando così che l’agitazione mi mandi troppo fuori.
BANG! Inizia l’avventura! Cerco tra tutti lo sguardo di Andrea e per fortuna lo trovo, spero di rivederlo!!!
Non avevo mai nuotato con così tante persone attorno, il lago viene stravolto! Per tutti i 3,8km ero sempre circondata da tante tante foche con la cuffia bianca, ricordo di aver visto una cuffia gialla e siccome aveva il mio ritmo la tenevo come riferimento e per compagnia. Le boe sembravano vicine, ma in realtà non lo erano, erano soltanto molto grandi!
Prima di imboccare il canale, che significava mancano circa 900mt alla fine del nuoto, decido che devo riuscire a far pipì, non voglio portarla in bici. Ma mica è tutto così semplice, cerco di concentrarmi, niente devo fare un po’ di dorso, altrimenti non c’è la faccio, e approfitto per guardare il paesaggio, in mezzo al lago, monti di qua e di là, con ancora una leggera nebbiolina sull’acqua. Mi sento felice, e ora anche più leggera, ricomincio con lo stile, guardo l’ora sono passati 43’, probabilmente riesco a fare un buon tempo.
Risalgo il canale e tra le tante cose penso che siamo come tanti salmoni innamorati che risalgono il fiume, spero non arrivi l’orso. Visti i pensieri, probabilmente la mente si era già assentata per lasciare posto al fisico. Poi mi ricordo di aver immaginato di essere ad una gara di nuoto in piscina, con la mia corsia e mi sono gasata un po’ ed ho iniziato a superare un pochi di omaccioni, ricordo che molti non apprezzavano, ma io non me ne preoccupato usavo le tecniche acquisite negli anni in cui ho giocato a pallanuoto e me li lasciavo alle spalle. Ahahah!
Arriva l’uscita, guardo il tempo, un ora! Fantastico sono contenta un’ora netta, sapevo che era nelle mie possibilità, ma con 2500 persone al tuo fianco non si sa mai, ma credo sia stato il pensiero di tutti infatti, non ho preso nessuna brutta botta, oppure sono stata soltanto fortunata.
Prendo la mia sacca, mi cambio nel tendone, e corro verso la bici, e mentre lo faccio penso…Cinzia guarda che stai facendo l’Ironman, mica uno sprint…però corro lo stesso verso la bici mi sento bene, ho un buon tempo nel nuoto e vado!
Ricordo che durante la bici il tempo ed i chilometri man mano che passano sembrano diversi. Inizi a pensare solo 40km… quando di solito pensi che scatole ancora 40km, oppure ancora solo 3 orette di bici invece di: “no 3 ore di bici no, MATTI”.
Ricordo il tifo di Edi quando mi ha superato in bici, ricordo Marco Pressel che mi ha voluto superare due volte prima a circa 25km e poi verso i 60km, credevo di avere già le allucinazioni…, ricordo il sorpasso di Andrea con il quale sono riuscita a scambiare anche due parole, per assicurarsi che era tutto ok.
Ricordo le salite con uno tifo fantastico, mi sembra di essere Contador, per rimaner modesta, ho un metro di spazio per passare tra la gente… credevo che ai ciclisti poteva dare fastidio questo tipo di tifo accanito in salita, invece a me è piaciuto e mi ha aiutato tanto. Ricordo il giro di boa ai 90km, mi sono salite le lacrime agli occhi, pelle d’oca, brividi, tanto tifo, riconosco Marino Peraz e Gianni Delise ( sono sincera Gianni Delise l’ho riconosciuto il giorno dopo… in gara credevo fosse Enrico Di Ragogna), una sensazione fantastica che mi carica per i prossimi 90km.
Mancano ormai SOLO circa 40km di bici che inizia a piovere, un atleta alle mie spalle, in curva in discesa, l’ho prima sentito poi mi sono girata e l’ho visto andare in scivolata, non voglio cadere anch’io (già dato) e prendo tutte le curve con le pinze.
Negli ultimi chilometri mi passa uno spagnolo, che mi incoraggia VAMOS! Penso che la bici sta per finire, mi risalgono le lacrime agli occhi, non so se è perché la bici è finita o perché ora mi aspetta la maratona!
Rimetto la bici in zona cambio, guardo di nuovo il cronometro, un buon tempo 5he50’, ho perso circa 10’ nel secondo giro, ma sempre meglio che cadere!
Avrei preferito la pioggia in corsa, ho il mio personale in maratona fatta tutta sotto la pioggia, ma per averla avrei dovuto pedalare più veloce!
Inizio a correre, continuo a sentirmi bene, ma vedo all’uscita della zona cambio i WC approffito, altra pipì che non voglio portare a spasso, riprendo con il mio ritmo e con la mente libera da pensieri brutti o impegnativi ed inizio questi 42km.
Sul pettorale c’è scritto il tuo nome, tutti ti chiamano per incoraggiarti, riconosco subito quando a farmi il tifo sono degli italiani, sono gli unici che riescono a pronunciare Cinzia, gli Austriaci hanno qualche difficoltà… cerco di ringraziare tutti con un gesto della mano, se il tifo è più intenso o ci sono dei bambini, alzo il braccio o batto cinque, e come ricevere una piccola spinta che ti aiuta a proseguire.
Ai giri di boa incontro facce amiche, mi accorgo incrociando Andrea che è un po’ in crisi e cerco di fargli forza urlandogli di NON MOLLARE! Incrocio Marco Pressel che sembra non essere affaticato, mi dice di rallentare perché non vuole che lo raggiungo… ma in che film? Forse in motorino lo avrei preso!
Invece con Fulvio Strain ho condiviso diversi km, ci siamo fatti un poca di compagnia, anche se io non ero molto loquace. Ogni ristoro camminavo mangiando frutta, bevendo acqua e buttandomi acqua in testa. Lungo il percorso c’erano tanti tifosi che ti offrivano una doccia veloce con il tubo per bagnare il giardino, gesto molto gradito, tutti ti chiedono se vuoi essere bagnato, io ho dato il consenso a un ragazzino che mi ha quasi annegato! Poi c’era un tipo con un mitra d’acqua, il primo giro sono riuscita ad evitarlo al secondo, mi ha sparato in testa!
Verso il centro di Klagenfurt al secondo giro di boa rivedo Andrea e sono felice perché mi accorgo che è riuscito ad reagire e che stava correndo bene!
Mi mancano ormai pochi km alla fine, non mi sembra possibile!
A circa 500mt dall’arrivo riconosco di nuovo Marino e Gianni riesco dargli il cinque, gli occhi mi si riempiono di lacrime, cerco di mandare giù il magone, arrivo al bivio, ma questa volta vado a sinistra, (a destra per chi deve fare ancora 21km di corsa).
Primo retilineo, mi tolgo capellino ed occhiali, do il cinque a tutti, giro ancora una volta a sinistra, c’è il traguardo, c’è l’arco con sopra scritto IRONMAN. Se non ci fosserò le foto a smentire, io direi che non stavo più correndo ma stavo volando!
C’è lo fatta!!! Sono stata fortunata, è andato tutto bene, e mi sono divertita.
Ho ricevuto tanti bellissimi complimenti e ringrazio tutti. E anche se qualcuno voleva venire a vedermi, ma non ha potuto, (Mary e Dany), sappia che era ugualmente con me e che mi ha aiutato a concludere questa impresa.
Alla fine è andata benissimo il tempo totale è stato di 11h24’51”.
Nuoto 1h00’37”; primo cambio in 3’55”; bici in 5h50’42”; secondo cambio in 3’11” e la maratona in 4h26’23”.
Sono arrivata 20° della mia categoria, e 46° tra tutte le Ironwoman, eravamo circa in 250.
Grazie a tutti per aver condiviso con me questa gioia, e grazie soprattutto a quelli che mi hanno aiutato a realizzare questo sogno! Grazie Andrea.

Brividi e Rispetto, Brividi e Rispetto!

Gianmarco Pitteri | Mar, 24/08/2010 - 13:23