Le gare di Giulia della Zonca.

Gorski Maraton Stirih Obcin - World long distance mountain running challenge

Avendo deciso di non partecipare più all’Ironman per tutta una serie di motivi, ho voluto togliermi lo sfizio di portare a casa comunque un traguardo “lungo”, ed ecco che salta fuori questa gara..perchè no?
Come definire questa gara....Nemmeno una gara, se non contro sé stessi, contro i 3 monti che si devono scavalcare, contro le forze che nonostante gli allenamenti fatti inesorabilmente spariscono, tanto che ti senti quasi preso in giro e ingannato da un percorso che credevi di poter domare.
Per inquadrare la cosa, zona Bohinj, vicino a Bled. 37 km con 2500m di dislivello positivo e 2800m di dislivello negativo.

La mattina si inizia alle 8, un’ora prima sono a Podbrdo in zona partenza ma piove, anzi diluvia...ci dicono che per il momento in cima non nevica, e penso “ma stanno scherzando??”. Poi la pioggia piano piano cessa, si parte asciutti verso un qualcosa che non sai inquadrare bene.
La prima parte di gara procede senza sorprese, certo è piuttosto dura ma dove posso corro e scavalco la forcella a 1760m senza fastidi. Mi rendo conto però che sarà lunga, infatti è già passata un’ora e mezza e i km sul Garmin sono solo 10! In cima vento forte e nubi stile Scozia creano un paesaggio surreale, non si vede nemmeno al di là dello strapiombo!
Ricordo poi la prima lunga discesa, che in 10km portava al punto più basso della gara. Ecco, questa discesa mi ha devastato le gambe, vuoi perché io in discesa freno molto (ginocchio dolorante dalla Bavisela e caviglie di cristallo da sempre) e vuoi perché dopo il primo tratto si trasformava in un saliscendi spacca gambe.
Arrivata qui dopo 3 ore abbondanti, inizio la salita più dura, quella che tanti hanno definito “l’ora della verità”. Pensavo fossero solo esagerazioni, invece in breve tempo mi sono resa conto della profonda verità celata dall’affermazione stessa: 1250m di dislivello in 6.5 km non sono uno scherzo. Le energie piano piano se sono andate tutte, ma proprio tutte: ho raggiunto un livello di nebbia mentale mai provato prima, facevo fatica a mettere un piede davanti all’altro (sopra l’altro, dato che quasi si andava a quattro zampe a volte) e arrivata in cima al Porezen mi veniva da piangere: ancora 8 km di discesa, preda della nausea e senza un briciolo di forza. L’unico pensiero che mi ha fatto tirare avanti, riabbracciare Alberto che mi aspettava (da parecchie ore) a valle con i nostri cani. Ho tenuto davvero duro, corricchiando come potevo, inciampando come ubriaca, fino a passare quel maledetto traguardo in 6h13’: ben più di quanto credevo di poter fare, mi aspettavo di chiudere in 5ore ma ho avuto torto, ho sottovalutato questa durissima gara, le sue discese e le sue ripidissime salite.
Sono felice di averla conclusa però, è stata una gran prova di tenacia nonostante il risultato scarsetto!

Gorski tek čez Veliko Gradišče – corsa in montagna sul Monte Castellaro

Continuando la serie di gare in montagna intraprese quest’anno, il 2 luglio sono andata a Vrhpolje, paesetto sloveno a ridosso del confine di Pesek dove organizzavano la prima edizione di questa corsa. Essendo vicina a casa ho preso l’occasione al volo per scoprire un percorso nuovo!
8 km molto equilibrati tra salita e discesa, come si nota dall’altimetria, portavano i corridori dal centro del paese alla cima del monte Castellaro, quota 741m, a ridosso del Cocusso, per poi ridiscendere al punto di partenza attraverso una carrareccia piuttosto larga e agevole.
Unica italiana al via, strano ma vero, mi ritrovo comunque in mezzo a facce note e amiche: a queste gare partecipano per lo più sempre gli stessi amanti delle corse in mezzo ai boschi e in salita. Eravamo in pochi, mi sono messa subito a tirare in salita a un ritmo forse più adatto a una gara di 4km, e infatti dopo circa 2km sono stata superata da una ragazza che aveva un passo più fresco del mio (sono a digiuno totale di ritmi veloci) e quindi non ho forzato più di quanto stessi già andando.
Ho chiuso alla fine 2°, ma mi sono proprio divertita: il percorso è vario, non semplicemente una salita seguita da una discesa ma un continuo alternarsi di strappetti e falsipiani che rendono molto allegro e muscolare questo giro.
Immancabile birra e gulash finali, quattro chiacchiere con gli altri e via verso la prossima gara del 10 luglio sul Cocusso.